Gruppo di Lavoro per il Trattamento Meccanico e Biologico

Il Gruppo di Lavoro per il Trattamento Meccanico-Biologico è costituto dal Prof. Francesco Di Maria, dall'Ing. Roberto Damiano, in veste di responsabili rispettivamente per il Dipartimento di Ingegneria e GESENU s.p.a., oltre che da alcuni collaboratori sia del Dipartimento di Ingegneria che di GESENU s.p.a.03

Per diverse ragioni, il quantitativo di materiale che continuerà ad essere conferito in maniera indifferenziata o mista rappresenta un'importante "miniera" di materiali riciclabili.

Perciò una delle attività del gruppo per il Trattamento Meccanico Biologico è proprio quella di valutare la possibilità di estrarre ulteriori quantitativi di materiali riciclabili attraverso la Selezione Meccanica del rifiuto misto o indifferenziato avvalendosi di tecnologie avanzate, mutuate dai moderni sistemi industriali, basate sul riconoscimento “ottico”, sulla separazione dimensionale, gravimetrica, ed altre ancora, in grado di “riconoscere” tutta una serie di materiali presenti nei flussi di rifiuto. A tal fine si stanno realizzando numerosi test presso l'impianto di Selezione Meccanica di GESENU s.p.a. per studiare la resa in termini qualitativi e quantitativi circa la separazione in flussi di rifiuti, ordinati per materiale, e pronti per essere riciclati.

Un’altra importante frazione presente nei rifiuti è quella organica rappresentata dagli scarti alimentari e dalla manutenzione del verde. Questa rappresenta mediamente circa un terzo del totale dei rifiuti prodotti. Se non gestita correttamente può rappresentare un notevole pericolo per l’ambiente.

Il Gruppo di Lavoro per il Trattamento Meccanico-Biologico si sta occupando anche di studiare i benefici che potrebbero provenire da una corretta gestione di questa frazione del rifiuto urbano attraverso una serie di test sperimentali condotti sia presso il laboratorio LAR5 del Dipartimento di Ingegneria si presso GESENU s.p.a. La finalità di questi test è quella di valutare come la combinazione di processi anaerobici, finalizzati alla produzione di energia, con quelli aerobici, finalizzati alla produzione di fertilizzanti, può comportare un incremento anche della concentrazione di carbonio organico nel compost finale, il cui utilizzo permette di operare la ricostituzione della carbon-sink.